Tre Metri Sotto Terra
Tre Metri Sotto Terra
Le imprese funebri in Italia sono quasi 6 mila, circa 1.500 nel commercio di articoli funerari e cimiteriali e oltre 4.300 nelle pompe funebri. Il giro d’affari del settore è di oltre 3 miliardi e mezzo di euro l’anno e, ovviamente si tratta di un settore che non conosce crisi. Anzi, secondo i dati delle Camere di Commercio, il settore delle onoranze funebri è in crescita costante, con occupazione in aumento. Certo, fare quello che volgarmente e erroneamente viene chiamato “il becchino”, non è semplice. Per i ragazzi raccontati dalle MTV NEWS è quasi una vocazione. Alcuni di loro hanno deciso di portare avanti le imprese di famiglia, modernizzandole, altri sono arrivati alla professione di operatore di pompe funebri dopo aver fatto molti altri lavori senza trovare continuità e sicurezza e c’è chi addirittura ha deciso di aprire dal nulla la propria impresa, proprio perchè si trattava di un investimento sicuro nel tempo. Sono ragazzi che convivono quotidianamente con la morte e con il dolore, che hanno imparato ad avere rispetto per la vita propria e altrui e a godere dei momenti felici, in “Tre metri sotto terra” ci portano nel loro mondo, nella loro quotidianità che è tutta particolare, a tratti addirittura comica, sempre però piena di umanità.
La storia di Marco
25 anni, di Alessandria. Lavora da tre anni nell’azienda di pompe funebri di famiglia, è laureato in scienze politiche, ha un master in comunicazione d’impresa preso alla Bocconi e sta anche seguendo un master a Barcellona specifico sulle imprese funebri, che in Italia non esiste. Vorrebbe costruire una nuova tipologia di pompe funebri, sull’esempio di quelle americane, con le funeral home e con figure professionali specifiche e ben formate come il funeral director o il funeral planner. Per questo, pur lavorando, sta continuando a studiare per poter migliorare e ingrandire l’impresa di famiglia.
La storia di Ivan
Ivan ha 22 anni e vive a Monterotondo, vicino Roma. A 17 anni ha lasciato l’istituto tecnico aereonautico e ha iniziato a lavorare. Ha fatto lavori saltuari come cameriere e barista, poi non trovando più una occupazione, anche saltuaria, è entrato in una impresa di pompe funebri che lo ha subito assunto. Ora sta seguendo un corso di tanatoprassi, un trattamento che permette la conservazione temporanea del defunto. Del suo lavoro dice: è stato “come quando un prete sente la vocazione” e ancora “La maggior parte della gente disprezza questo lavoro, ti prendono in giro, ma sono persone immature, che non sanno i valori della vita”. Il lavoro lo ha cambiato, il rapporto coi genitori è diverso, si è attaccato ancora di più ai valore alla vita. “Sai che oggi ci stai, e domani non si sa, le cose le fai al massimo, ti sfrutti al 100%”.
La storia di Ivana
34 anni, di San Vito, un paesino vicino Cagliari è laureata in biologia e tossicologia forense, ma nella regione con il più alto tasso di disoccupazione giovanile d’Italia (44%) non è mai riuscita a trovare lavoro come biologa. E quindi, non volendo lasciare l’isola come molti suoi coetanei, ha deciso, assieme al fratello maggiore, che lavorava in una impresa di pompe funebri, e alla sorella più piccola di aprire un’impresa a San Vito. A 10 anni da quella decisione Ivana è completamente soddisfatta e continua a seguire corsi per migliorarsi e rendere più professionale la sua impresa.
La storia di Alessandro
Originario di Caserta, vive a Venezia da molti anni e da 9 lavora per una cooperativa di Gondolieri che si occupa delle cerimonie funebri. Ha fatto il lavapiatti, il fiorista, il cameriere, le consegne a domicilio, l’impiegato alle poste e poi un giorno, quasi per caso, è approdato a questo lavoro, che ora sente come una missione..